Il 7 maggio 2026, presso la sede dell’UNHCR di Roma, si è svolto il workshop inaugurale del progetto “Statelessness Legal Clinics – Strengthening Legal Education and Practice on Statelessness”, che ha riunito le cliniche legali delle Università di Napoli Federico II, Roma Tre e International University College di Torino in una giornata di formazione, confronto e lavoro condiviso sulle pratiche di tutela delle persone apolidi e a rischio di apolidia.
Per la Clinica Legale Federiciana hanno preso parte al workshop le tutor Francesca Trombetti D’Orta, Kim Bertorello e Maria Cristina Brando, insieme ai borsisti Giorgia Amodio, Maria Rita Paparo, Giuseppe Carbone e Giulia Romagnuolo. Farà inoltre parte del team clinico per l’anno 2026 anche la borsista Fabrizia Masturzo. Hanno inoltre partecipato, come parte integrante del team clinico napoletano, l’Avv. Luigi Migliaccio, partner legale della Statelessness Legal Clinic, e la praticante avvocato Alessia Chiaiese, impegnata nel supporto alle attività di lawyering e assistenza legale svolte dalla clinica.
La giornata si è aperta con un primo momento dedicato alla costruzione di gruppi misti composti da studenti provenienti dalle diverse cliniche coinvolte nel progetto, favorendo sin dall’inizio uno scambio tra esperienze, approcci e percorsi formativi maturati nei differenti contesti territoriali. Ad aprire ufficialmente il workshop è stata Anna Leer, Ad interim Representative to Italy, the Holy See, Malta and San Marino, che ha richiamato il valore umano e professionale del lavoro svolto dalle Statelessness Legal Clinics, sottolineando l’importanza di garantire tutela effettiva e accesso ai diritti fondamentali alle persone apolidi e a rischio di apolidia. Successivamente, il Dott. Enrico Guida ha ripercorso l’evoluzione del progetto SLC, evidenziando come il confronto costante tra studenti, tutor, avvocati e responsabili scientifici abbia contribuito negli anni al progressivo sviluppo delle attività cliniche. Nel corso dell’intervento è stato inoltre valorizzato il ruolo della rete tra le diverse cliniche, ciascuna portatrice di competenze ed esperienze specifiche: dalla consolidata attività della clinica di Napoli nei contesti di marginalità delle comunità rom, fino al lavoro sviluppato dalle cliniche di Roma e Torino sulle problematiche legate alla popolazione palestinese e all’accesso ai diritti e alla documentazione. Nel corso della mattinata, i partecipanti hanno preso parte ad attività introduttive e laboratori di gruppo finalizzati alla conoscenza reciproca e alla costruzione di un ambiente collaborativo, elaborando inoltre slogan e obiettivi comuni per il nuovo anno. Particolarmente significativo è stato il momento dedicato alle tecniche di intervista e ascolto. Dopo un primo intervento focalizzato sulle attività cliniche svolte in contesti office-based, la Prof.ssa Flora Di Donato ha approfondito le peculiarità del lavoro condotto dalla Clinica Legale Federiciana direttamente nei campi rom e nei contesti caratterizzati da una forte marginalizzazione sociale. Gli studenti del team di Napoli hanno condiviso alcune delle difficoltà incontrate durante le attività sul campo, confrontandosi con ulteriori prospettive e metodologie relative alla conduzione delle interviste e alla costruzione di relazioni di fiducia con le persone assistite. Nel pomeriggio, i gruppi di lavoro sono stati coinvolti nell’analisi di casi pratici, elaborando strategie di gestione del caso, ipotesi di tutela legale, modalità di raccolta documentale e tecniche di conduzione dell’intervista. Il workshop si è concluso con un momento finale di confronto tra i partecipanti delle diverse cliniche, confermando il valore del progetto Statelessness Legal Clinics quale spazio di formazione pratica, apprendimento collaborativo e costruzione condivisa di competenze nell’ambito della tutela delle persone apolidi.







