Roma – Sede UNHCR | Evento finale del progetto Statelessness Legal Clinics
Il 12 dicembre, presso la sede dell’UNHCR a Roma, si è svolto il workshop annuale del progetto Statelessness Legal Clinics, realizzato con il patrocinio di UNHCR e Programma Integra e che ha visto il coinvolgimento di tre atenei italiani: l’Università degli Studi di Napoli Federico II, l’Università Roma Tre e l’International University College di Torino.
La giornata si è aperta con i saluti istituzionali dei rappresentanti di UNHCR e Programma Integra ed è proseguita con le presentazioni dei tre team chiamati a condividere metodologie di lavoro, percorsi di ricerca e risultati maturati sul campo. Il workshop è stato pensato come spazio di restituzione, ma soprattutto di confronto e crescita collettiva.
Dopo l’intervento della Clinica di Roma Tre, incentrato sull’assistenza giuridica a persone di origine palestinese e sulla ricostruzione documentale, e la testimonianza intensa portata dal team dell’International University College di Torino, che ha restituito uno spaccato drammatico delle condizioni di vita dei palestinesi in Libano attraverso voci e immagini dirette, è stato il momento del team di Napoli.
Abbiamo raccontato cosa significa fare clinica nei territori più fragili, a partire dal primo ingresso nel campo rom di Giugliano in Campania, con un forte impatto emotivo, fino alla mappatura degli abitanti e alla costruzione di un dialogo autentico con le persone assistite. Bambini, anziani, donne in gravidanza e famiglie intere accomunate da una condizione di vulnerabilità estrema e, spesso, di apolidia o rischio apolidia.
La seconda parte della presentazione ha messo al centro il cuore del nostro metodo clinico-legale: trasformare bisogni umani complessi in azioni giuridiche concrete, attraverso un confronto costante con istituzioni quali Comuni, Questure e Ambasciate. Un ruolo fondamentale è stato svolto dalla presenza continua accanto agli assistiti, in ogni passaggio, dentro e fuori gli uffici pubblici, per evitare ostacoli burocratici ma anche per rassicurare, accompagnare e costruire fiducia. Perché il diritto, se non è anche relazione, rischia di restare distante e inaccessibile.
Il workshop si è concluso con un momento di confronto aperto e partecipato, durante il quale le cliniche hanno riflettuto non solo sui risultati raggiunti, ma soprattutto sulle prospettive future del progetto. È emersa con forza la volontà di rafforzare il lavoro in rete e di valorizzare le specificità territoriali di ciascuna clinica, anche attraverso la creazione di strumenti condivisi e nuove modalità di collaborazione.
In questa direzione, è stata condivisa l’idea di promuovere forme di scambio strutturato tra le cliniche, che consentano a studenti, tutor e professionisti di operare, anche temporaneamente, all’interno dei diversi contesti di intervento. Un’esperienza pensata come un vero e proprio percorso di formazione clinica itinerante, una sorta di Erasmus tra cliniche, capace di arricchire competenze, sguardi e pratiche, e di rafforzare una comunità clinico-legale nazionale sempre più consapevole e interconnessa.
Con questo incontro si chiude anche un altro anno intenso di progetto. Un anno fatto di studio, ascolto, presenza sul campo e responsabilità. Roma è stata il punto di arrivo di un progetto.
Ma per noi è soprattutto un punto di partenza. A gennaio si ripartirà con ancora più consapevolezza, energia e determinazione.
Perché il lavoro sul territorio continua.
#StatelessnessLegalClinic
#UNHCR
#ClinicaLegale
#Napoli
#Apolidia
#LegalEducation
#HumanRights
#GiustiziaCheAccompagna







