Dal 2 al 5 marzo 2026 la Clinica Legale dell’Università degli Studi di Napoli Federico II è stata ospite del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Malta, su invito del Professor Zammit, nell’ambito di un momento di confronto accademico dedicato alla Clinical Legal Education e alle esperienze di giustizia sociale sviluppate.
Nel corso della visita istituzionale, la Clinica Legale federiciana ha tenuto due lezioni rivolte agli studenti dell’Università di Malta, illustrando le peculiarità del proprio approccio metodologico e la missione di giustizia sociale che caratterizza le attività delle cliniche del Dipartimento di Giurisprudenza della Federico II.
Il 2 marzo si è svolta la prima lezione, aperta da un’introduzione teorica dedicata alla storia della Clinical Legal Education, ai suoi elementi distintivi e ai fondamenti metodologici dell’approccio clinico-legale, con particolare attenzione alla dimensione del collaborative lawyering, che rappresenta uno dei pilastri dell’esperienza federiciana. A seguire è intervenuta la Statelessness Legal Clinic, il cui team – composto dal tutor e dagli studenti clinici – ha presentato agli studenti maltesi quella che rappresenta la più ampia ricerca empirica sul campo mai condotta nella storia della Clinica Legale federiciana: l’indagine realizzata all’interno dell’insediamento rom di Giugliano, in via Carrafiello. Nel corso della presentazione sono state illustrate le condizioni di vita all’interno dell’insediamento, le principali criticità emerse durante il lavoro di mappatura e screening giuridico della popolazione, nonché le strategie di intervento sviluppate dalla Clinica. Particolare attenzione è stata dedicata al lavoro attualmente svolto nell’ambito del Gruppo di Azione Locale (GAL), un tavolo di coordinamento che coinvolge istituzioni, università e realtà del terzo settore, nel quale la Clinica Legale partecipa attivamente contribuendo alle attività connesse alla regolarizzazione giuridica degli abitanti dell’insediamento. Il team della Statelessness Legal Clinic ha inoltre analizzato alcuni casi emblematici presi in carico nel corso dell’ultimo anno, evidenziando i risultati giuridici conseguiti e il ruolo che l’approccio clinico-legale può svolgere nel promuovere l’accesso effettivo alla giustizia per persone che vivono in condizioni di forte vulnerabilità.
Il 4 marzo è stata invece la volta dello Sportello Clinico-Legale di Casa Bartimeo, rappresentato dai tutor e dai borsisti che operano all’interno dello sportello inaugurato nel gennaio 2025. Prima di lasciare spazio alla presentazione del team, la Prof.ssa Flora Di Donato ha introdotto alcuni elementi centrali dell’approccio clinico-legale, soffermandosi in particolare sul ruolo dello storytelling e della narrazione nella costruzione e nella gestione dei casi legali. È stata sottolineata l’importanza di un approccio dinamico e narrativo, in cui avvocati e studenti clinici lavorano in maniera collaborativa con i clienti, rispettandone le prospettive e valorizzando le loro storie personali. In questa prospettiva, la possibilità per i clienti di raccontare la propria esperienza e di essere ascoltati diventa parte integrante del percorso di tutela giuridica, soprattutto in relazione a soggetti che spesso vivono in contesti sociali in cui le loro voci vengono marginalizzate o silenziate. Gli studenti dello sportello Casa Bartimeo hanno quindi illustrato il funzionamento dello sportello clinico, soffermandosi sulla metodologia adottata nell’accoglienza e nella gestione dei colloqui con i clienti, sull’importanza del setting, dell’empatia e dell’ascolto attivo nei percorsi di assistenza legale rivolti a richiedenti asilo e persone in condizione di vulnerabilità. Anche in questo caso sono stati presentati alcuni casi emblematici affrontati nel corso del primo anno di attività dello sportello.
L’esperienza maltese ha rappresentato per la Clinica Legale federiciana un importante momento di divulgazione accademica e di confronto internazionale, contribuendo al rafforzamento dei rapporti con studiosi e professionisti impegnati nella promozione della Clinical Legal Education e nella tutela dei diritti delle persone apolidi, rafforzando il dialogo con Aleksejs Ivashuk, referente di Apatride Network, un network internazionale in tema di apolidia. La visita ha confermato come l’approccio clinico-legale sviluppato presso l’Università Federico II rappresenti non soltanto un metodo didattico, ma anche uno strumento di ricerca e di azione, capace di coniugare formazione accademica, impegno sociale e tutela concreta dei diritti delle persone più vulnerabili.
























