Diritti della Persona ed Esecuzione della Pena Detentiva: dal Confronto le Proposte

Il 22 aprile, la Clinica Legale Federiciana, rappresentata dal suo supervisore scientifico, la prof.ssa Flora Di Donato, ha partecipato al seminario dal titolo “Diritti della persona ed esecuzione della pena detentiva: dal confronto le proposte”, dedicato al tema della tutela dei diritti fondamentali nel quadro dell’esecuzione penale. L’iniziativa ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra accademia, istituzioni e operatori del settore, articolandosi in più sessioni tematiche volte ad analizzare criticità e prospettive del sistema penitenziario.
Dopo i saluti istituzionali, l’incontro — introdotto e moderato dal prof. Antonio Nappi — ha visto la partecipazione di autorevoli esponenti del mondo accademico, della magistratura, dell’avvocatura e dell’amministrazione penitenziaria.
La prof.ssa Di Donato è intervenuta all’interno della terza sessione, incentrata sui percorsi di integrazione sociale e reinserimento. Nel suo intervento ha richiamato il ruolo delle cliniche legali in Italia, evidenziando come esse non rispondano soltanto a un’esigenza di professionalizzazione del percorso universitario, ma rappresentino una delle principali espressioni della terza missione dell’Università, contribuendo a costruire ponti tra il sapere giuridico e le realtà di marginalità sociale.
Menzionando l’esperienza della Clinica Legale Federiciana, oggi articolata in più sportelli — tra cui quello dedicato alle persone apolidi e quello operante presso Casa Bartimeo — è stato sottolineato come l’approccio clinico consenta di intervenire concretamente nei contesti di vulnerabilità, favorendo l’accesso ai diritti per soggetti spesso privi di adeguati strumenti economici, culturali e sociali.
La riflessione si è poi estesa al contesto penitenziario, mettendo in luce come, accanto alle forme di difesa tecnica garantite dall’ordinamento, emergano ulteriori bisogni — informativi, relazionali e di orientamento — ai quali le cliniche legali possono offrire risposte complementari, contribuendo a rendere effettivo il diritto di accesso alla giustizia sancito dall’art. 24 della Costituzione. Il confronto ha inoltre proposto una lettura critica del carcere in parallelo con altri contesti di marginalità, come gli insediamenti rom, interpretati come “istituzioni totali” caratterizzate da dinamiche di esclusione, segregazione e stigmatizzazione, capaci di incidere profondamente sull’identità e sulle possibilità di integrazione delle persone che vi abitano. 
L’intervento si è concluso con la proposta di avviare percorsi di collaborazione con le istituzioni penitenziarie, attraverso l’istituzione di sportelli di ascolto ed orientamento e la promozione di attività formative basate su metodologie partecipative e narrative, volte a rendere la persona detenuta protagonista del proprio percorso di risocializzazione.
La clinica legale si configura così non solo come strumento di apprendimento pratico, ma come esperienza fondata sul learning by caring, in cui il diritto diviene mezzo di cura, inclusione e trasformazione sociale, in linea con la funzione rieducativa della pena sancita dall’art. 27 della Costituzione.

Intervento della Prof.ssa Di Donato (3°file, dal minuto 28’27”)