Team clinico-legale
Avvocato: Luigi Migliaccio
Studenti: Alessia Chiaiese, Gea Scolavino Vella, Claudia Strazzulli, Rossella Viggiano, Maria Lourdes De mizio, Alessandra D’Elia, Anastasia Riabushko
Storia
Ernesto, nato nel 1992 ad Aversa, vive in provincia di Caserta con la compagna Daniela e le loro tre figlie. Le prime due, in ordine di nascita, presentano situazioni anagrafiche differenti in relazione al riconoscimento paterno e portano, pertanto, cognomi diversi: una è stata riconosciuta da Ernesto, mentre l’altra dal fratello di lui, poiché Ernesto era detenuto al momento della nascita. La vicenda familiare è stata segnata anche dalla perdita di una bambina, nata prematuramente e deceduta, secondo quanto riferito, per una presunta negligenza medica. Successivamente, la coppia ha avuto un’altra figlia. Di origini serbe, Ernesto ha perso entrambi i genitori. Ha precedenti penali per spaccio e reati contro il patrimonio, che non precludono, di per sé, la possibilità di richiedere il riconoscimento dello status di apolide e l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato.
Contesto
Ernesto e la famiglia vivono in condizioni di grave precarietà in una roulotte angusta e sovraffollata nell’insediamento Rom di Scampia, dove mancano infrastrutture di base come servizi igienici, gestione dei rifiuti e acqua potabile sicura. Il degrado ambientale è grave, con accumuli di spazzatura, cattivi odori, terreno fangoso e rischi di incidenti elettrici. L’insediamento è spesso stigmatizzato e soggetto a interventi repressivi più che a politiche di integrazione, generando una condizione di marginalità sociale persistente. Nonostante ciò, la famiglia si impegna a garantire la scuola alle figlie, che frequentano regolarmente.
Azioni intraprese
La clinica legale ha seguito un percorso articolato che ha incluso interviste, acquisizione di documentazione, verifica della sua presenza nei registri serbi (risultata negativa), e la preparazione di un ricorso per il riconoscimento dello status di apolide e il rilascio del permesso di soggiorno, inclusa un’istanza cautelare per la tutela in attesa della decisione. Le azioni della clinica hanno migliorato la condizione legale e sociale di Ernesto e della sua famiglia. Il supporto costante da parte della clinica ha consentito l’accesso ai diritti fondamentali per le bambine, come salute e istruzione. La raccolta e la gestione dei documenti hanno permesso alla famiglia di ottenere un riconoscimento ufficiale, migliorando la loro posizione e sicurezza sociale. La clinica ha avuto un ruolo cruciale nel tutelare i diritti di Ernesto e delle sue figlie, offrendo maggiore protezione e possibilità di integrazione.
Stato dell’arte
Il percorso di tutela giuridica di Ernesto e Danila ha registrato sviluppi significativi nel corso del 2026. Con sentenza del 31 gennaio 2026, il Tribunale di Napoli ha riconosciuto a Danila lo status di apolide. A seguito di tale pronuncia, nell’ambito del giudizio relativo al riconoscimento del medesimo status in favore di Ernesto, il team ha presentato un’istanza cautelare ai sensi dell’art. 700 c.p.c., finalizzata a ottenere un titolo di soggiorno temporaneo che consentisse di regolarizzarne la posizione nelle more della decisione di merito. A fronte dell’iniziale rigetto dell’istanza, il team ha proposto reclamo ai sensi dell’art. 669-terdecies c.p.c., integralmente accolto dalla XIII Sezione Civile del Tribunale di Napoli con ordinanza del 28 luglio 2026. Il Tribunale ha così disposto il rilascio a Ernesto di un titolo di soggiorno temporaneo per attesa apolidia, ai sensi dell’art. 11, comma 1, lett. c), del D.P.R. 394/1999, valido fino alla decisione sulla domanda di riconoscimento dello status di apolide. Allo stato attuale, mentre per Danila è intervenuto il riconoscimento giudiziale dello status, per Ernesto resta pendente il giudizio di merito. L’accoglimento del reclamo costituisce una tappa rilevante del suo percorso di tutela, assicurandogli la possibilità di soggiornare regolarmente sul territorio in attesa della definizione della propria condizione giuridica.